“Domani sarò ciò che ho scelto di essere oggi”
– James Joyce –
“Domani sarò ciò che ho scelto di essere oggi” con questa frase vorrei iniziare a raccontare la mia storia: la mia scelta l’ho fatta 8 anni fa.
Tutto inizia durante il mio primo anno di scuole superiori, avevo scelto di frequentare il Liceo Scientifico del mio paese, la mia tanto amata professoressa di geografia ci assegnò una ricerca sullo spreco dell’acqua (quanta attualità in quella ricerca!).
Vi consiglio vivamente di fare questa ricerca, i risultati vi faranno davvero pensare! Io in particolare mi soffermai sullo spreco d’acqua degli allevamenti intensivi: sai quanta acqua serve per produrre una comunissima bistecca di manzo? Circa 10000 litri per animale. Calcolando ovviamente l’acqua fornita agli animali durante la loro vita e aggiungendo quella necessaria per il macello.
Questa è solo la punta dell’iceberg ovviamente, iniziai a perdermi nelle ricerche collegate e a scoprire risposte a domande che non mi ero mai posta. Uno dei problemi generati dalla grande quantità di cibo che abbiamo a disposizione è il fatto che in pochi si chiedano come vengono prodotti o che impatto possano avere sull’ambiente le loro lavorazioni.
E da qui la scelta decisi di diventare vegetariana, non tanto per cambiare il mondo (non da sola almeno) ma per essere in pace con me stessa, l’essere consapevole di poter vivere senza nutrirmi di un altro essere vivente, di essere più sostenibile per il mio pianeta e di essere più informata su ciò che mangiavo.
Ovviamente l’inizio è stato tutto forchè facile: mia madre che la riteneva una moda passeggera dettata dall’adoloscenza e che si ostinava nel farmi mangiare carne (cosa che fa tutt’ora, ma con meno decisione e più ironia) ribadendo il fatto che nella fase della crescita è necessario mangiare carne; gli amici, le prime uscite a cena, la poca credibilità della mia scelta e la difficoltà di trovare luoghi diversi dalle pizzerie dove io potessi avere una scelta (oltre alla pasta al pomodoro).
Con il tempo fortunamente queste difficoltà sono pian piano scomparse, complici forse una mamma troppo buona e degli amici fidati ora come ora non mi sento a disagio alle cene in famiglia quando la nonna mi prepara qualcosa di diverso e nemmeno quando alle grigliate con gli amici ho la mia pentola diversa e le verdure che hanno comprato appositamente per me, non mi sento nemmeno a disagio quando decido di cambiare ristorante perchè non c’è una scelta valida di alimenti vegetariani e nemmeno quando i conoscenti mi chiedono se sono ancora “malata”.
È una mia scelta, non obbligherò mai nessuno a seguire le mie orme, né cercherò mai di spiegarle a qualcuno che non vuole sentirle, è la mia scelta è la mia vita.






































