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La mia storia

Domani sarò ciò che ho scelto di essere oggi”

– James Joyce –

“Domani sarò ciò che ho scelto di essere oggi” con questa frase vorrei iniziare a raccontare la mia storia: la mia scelta l’ho fatta 8 anni fa.

Tutto inizia durante il mio primo anno di scuole superiori, avevo scelto di frequentare il Liceo Scientifico del mio paese, la mia tanto amata professoressa di geografia ci assegnò una ricerca sullo spreco dell’acqua (quanta attualità in quella ricerca!).

Vi consiglio vivamente di fare questa ricerca, i risultati vi faranno davvero pensare! Io in particolare mi soffermai sullo spreco d’acqua degli allevamenti intensivi: sai quanta acqua serve per produrre una comunissima bistecca di manzo? Circa 10000 litri per animale. Calcolando ovviamente l’acqua fornita agli animali durante la loro vita e aggiungendo quella necessaria per il macello.

Questa è solo la punta dell’iceberg ovviamente, iniziai a perdermi nelle ricerche collegate e a scoprire risposte a domande che non mi ero mai posta. Uno dei problemi generati dalla grande quantità di cibo che abbiamo a disposizione è il fatto che in pochi si chiedano come vengono prodotti o che impatto possano avere sull’ambiente le loro lavorazioni.

E da qui la scelta decisi di diventare vegetariana, non tanto per cambiare il mondo (non da sola almeno) ma per essere in pace con me stessa, l’essere consapevole di poter vivere senza nutrirmi di un altro essere vivente, di essere più sostenibile per il mio pianeta e di essere più informata su ciò che mangiavo.

Ovviamente l’inizio è stato tutto forchè facile: mia madre che la riteneva una moda passeggera dettata dall’adoloscenza e che si ostinava nel farmi mangiare carne (cosa che fa tutt’ora, ma con meno decisione e più ironia) ribadendo il fatto che nella fase della crescita è necessario mangiare carne; gli amici, le prime uscite a cena, la poca credibilità della mia scelta e la difficoltà di trovare luoghi diversi dalle pizzerie dove io potessi avere una scelta (oltre alla pasta al pomodoro).

Con il tempo fortunamente queste difficoltà sono pian piano scomparse, complici forse una mamma troppo buona e degli amici fidati ora come ora non mi sento a disagio alle cene in famiglia quando la nonna mi prepara qualcosa di diverso e nemmeno quando alle grigliate con gli amici ho la mia pentola diversa e le verdure che hanno comprato appositamente per me, non mi sento nemmeno a disagio quando decido di cambiare ristorante perchè non c’è una scelta valida di alimenti vegetariani e nemmeno quando i conoscenti mi chiedono se sono ancora “malata”.

È una mia scelta, non obbligherò mai nessuno a seguire le mie orme, né cercherò mai di spiegarle a qualcuno che non vuole sentirle, è la mia scelta è la mia vita.

I Brand No-Veggie

I prodotti vegetariani e vegani sono spesso marchiati dagli appositi loghi, ma spesso non ci rendiamo conto che non conosciamo davvero i marchi che acquistiamo e che non sempre, visto che non contengono prodotti di origine animale, dovremmo comprarli.

Molti brand infatti supportano gli esperimenti sugli animali oppure la deforestazione e si rendono quindi inadatti al nostro stile di vita. Questi particolari però non sono visibili da un’etichetta ma è necessaria un’attenta analisi. Fortunamente ad oggi le aziende si stanno aggiornando, sanno che l’ambiente e gli animali sono temi importanti per il cliente e che permettono di aumentare la fiducia in loro.

Inoltre bisogna prestare particolare attenzione: fortunatamente l’UE sta cercando di bandire i test sugli animali di conseguenza i prodotti venduti nel mercato europeo sono spesso cruelty-free, ma in alti stati non è così (per esempio in Cina i prodotti testati sugli animali hanno un valore aggiunto) di conseguenza bisogna prestare molta attenzione al mercato globale del brand, un marchio che vende sia in Europa che in Cina e vede due prodotti diversi (in Europa cruelty-free, in Cina no) non è un brand cruelty-free. Le certificazioni che possono aiutarci in questo senso sono quelle fornite dalla PETA, che garantiscono la lavorazione e i test del prodotto con una sicurezza del 100%. Inoltre ogni anno PETA fornisce una lista di brand da non acquistare perchè non rispettano i diritti degli animali (la lista viene pubblicata negli USA ma molti brand sono presenti anche nel nostro mercato).

Viene utilizzato il simbolo del coniglio perchè normalmente i prodotti di beauty vengono testati su questo piccolo animaletto.

Riassumere tutti i brand sarebbe impossibile, ho deciso quindi di riassumervi i più importanti e i più conosciuti, soprattutto quelli che traggono facilmente in inganni!

Avon Benefit
Clinique Estée Lauder
Makeup Forever Maybelline
OPI Victoria’s Secret
Fix Design Piazza Italia
Geox Replay
Max Mara Fashion Group Kering
oBags Barilla

Parliamo di Bio

Vi siete accorti di quanto il biologico stia invandendo i nostri supermercati? E vi siete mai chiesti cosa voglia dire biologico e se effettivamente valga la pena acquistarlo?

Cos’è il biologico?

L’agricoltura biologica è un tipo di agricoltura che sfrutta la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, vuole promuovere la biodiversità delle specie domestiche (sia vegetali, che animali), esclude l’utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati (OGM)

L’agricoltura biologica ha quindi l’obiettivo di ridurre al minimo l’uso di pesticidi, promuovendo la ciclicità delle colture. Se per caso vi siete già approcciati ai prodotti bio avrete avuto modo di notare che essi presentano prezzi più elevati rispetto agli alimenti non marchiati bio, questa differenza deriva proprio dalla difficoltà nella produzione di questi alimenti e dal fatto che essendo meno trattati i prodotti dovrebbero contenere molti più nutrienti.

Perchè nella realtà il biologico non esiste

Per prima cosa non è vero che il bio continene più nutrienti: recenti analisi sulle composizioni nutrizionali di alimenti bio e non hanno dimostrato che in realtà essi sono vicinissimi.

Bio uguale no pesticidi: falso! Al giorno d’oggi è impossibile produrre un alimento che non sia soggetto ai pesticidi, perchè? In primo luogo perchè effettivamente anche il biologico ne fa uso, pesticidi diversi da quelli industriali ma pur sempre pesticidi, tra l’altro recenti analisi hanno rivelato che nei prodotti bio si troverebbe quasi il doppio di nitrati (ammoniaca) rispetto agli altri alimenti; in secondo luogo perchè esiste l’effetto cuscinetto: i pesticidi sono trasportati tramite aria e acqua, quindi si diffondono anche nei cosiddetti campi bio, contando la percentuale di campi coltivati nel nostro pianeta nemmeno in un’isola sperduta dell’Oceano sarebbe possibile non essere soggetti a pesticidi.

La coltivazione bio produce il 50% in meno di prodotto finale rispetto alle coltivazioni industriali. Questo è uno dei motivi per cui il suo prezzo è anche più alto.

Per questi motivi in realtà il bio non esiste. Con questo non voglio spingervi a comprare frutta e verdura al supermercato non badando a provenienza, etc. Ma è giusto essere consapevoli di ciò che mangiamo, poichè effettivamente se ben lavati e magari sbucciati un prodotto bio e non sono uguali.

Il consiglio che mi sento di dare è di non credere mai agli effetti miracolosi che ci vengono comunicati e di informarvi appieno prima di condurre qualsiasi lotta sociale. Il bio non è la soluzione, la soluzione è acquistare prodotti di stagione, meglio se in una fattoria o un ortofrutta a produzione propria e soprattutto a km0.

Trucchi e magie!

La vita di noi vegetariani è piena di trannelli e non solo per le ragazze! Infatti incredibilmente oltre ai prodotti di make up e di beauty anche i prodotti della cura del corpo (utilizzati anche dagli uomini) contentengo molte sostante non adatte ad uno stile di vita vegetariano.

In primis come sempre è necessario leggere tutte le etichette perchè diversi ingredienti hanno origini animali, vediamoli subito:

  • Cheratina: normalmente utilizzato nei prodotti per i capelli, per proteggerli dal calore e donargli lucentezza, peccato che spesso venga estratta dalla crinera, dalle piume o dalle corna di diversi animali. Validi sostituti? Olio di amla (frutto indiano) e proteine di soia
  • Squalene: come si può intuire questo ingrediente viene ricavato dal fegato dello squalo e viene utilizzato come emolliente. Sostituto: olio di germe di grano.
  • Carmine o cocciniglia: normalmente usata come colorante alimentare la cocciniglia viene utilizzata anche per i cosmetici (Es. rossetti, fard, ombretti e tutto ciò che può contenere il rosso); questo ingrediente viene ricavato da alcuni particolari insetti, peccato che per produrre 1 kg di cocciniglia siano necessari 70 mila insetti. Sostituti: succo di barbabietola o radice di alkanet.
  • Lanolina: anche in questo caso il nome ci suggerisce la provenienza, in questo caso l’ingrediente in questione viene estratto dalla pelle di pecora e viene usato come sostanza idratante (soprattutto in cosmetici e in prodotti per unghie e capelli). Sostituti? Oli vegetali
  • Muschio bianco: se pensavate che la fragranza derivasse davvero dal muschio vi sbagliavate di grosso! Questa profumazione è ottenuta dai genitali di alcuni animali (es. cervi muschiati e castori). Di questo caso si è occupata anche la PETA perchè normalmente questi animali vengono tenuti in gabbie e frustati intorno ai genitali al fine di produrre la fragranze. Validi sostituti: estratti di piante.
  • Collagene: tutti conosciamo le proprietà miracolose di questo prodotto: “10 anni in meno subito!”. Tralasciando l’esagerazione sugli effetti di questo ingrediente, utilizzato per l’elasticità della pelle, il collagene è in realtà una proteina che deriva dai tessuti connettivi degli animali. Ovviamente esistono anche le versioni sintetiche, ottime alternative, e si può inoltre usare la proteina della soia e l’olio di mandorle.
  • Ambra grigia: adoperata normalmente nella produzione di profumi e cosmetici l’ambra grigia viene prodotta dall’intestino dei capodogli. Sostitutivi: ingredienti sintetici o vegetali.
  • Acido stearico: estratto dal grasso di maiale o del montone, questo acido è un aggregante che normalmente viene utilizzato nella produzione di sapone. Sostituti: olio di cocco.
  • Acido ialuronico: anche in questo caso si parla di un prodotto dalle facoltà miracolose nel trattare le rughe, deriva dalle creste dei galli oppure ha origini batteriche. Sostitutivi: come collagene.
  • Allantoina: normalmente utilizzata in creme e lozioni, la allantoina deriva dall’acido urico della maggior parte dei mammiferi. Sostituti: estratto di radice di consolida e sintetici.
  • Elastina: ha un’azione simile a quella del collagene, è una proteina e deriva dai legamenti del collo e dalle aorte delle mucche. Sostituti: proteine da tessuti vegetali.

Oltre a leggere le etichette bisogna conoscere anche i brand, molte marche hanno lasciato da parte i prodotti di origine animale per dedicarsi ad una politica di non sfruttamento.

Ovviamente bisogna prestare molta attenzione anche ai test sugli animali! Molti brand nonostante non contengano ingredienti animali persistono nel testarli sugli animali. Cercate quindi sempre il logo CRUELTY-FREE che vi permetterà di riconoscere subito i prodotti adatti a voi! Io ho risolto il problema con il sito Pink Panda che fornisce subito le informazioni sul prodotto (vegani, cruelty free), permette di acquistare prodotti di buona qualità a bassi prezzi e non condivide prodotti non adatti a noi vegetariani. Ovviamente non è l’unico, soprattutto in farmacia se ne trovano moltissimi altri.

E tu lo conosci lo strutto?

Per prima cosa è giusto spiegare cos’è effettivamente lo strutto:

Lo strutto si ricava da tutte le parti grasse del maiale. Il tessuto adiposo suino è a grandi linee di due tipi. C’è il grasso dorsale e generalmente tutto il grasso sottocutaneo, dunque con cotenna, che presenta una buona percentuale di tessuto fibroso.

Lo strutto è molto usato nella cucina italiana, basti pensare alla classica ricetta della piadina romagnola dove lo strutto è un obbligo, ma in realtà lo strutto si nasconde in moltissimi prodotti comuni!

Nel pane, soprattutto in quello confezionato che si trova nei supermercati.

Come detto prima nelle piadine, poichè le rende molto più oleose e unte.

Nella pasta frolla, ovviamente quella commerciale, acquistabile in ogni supermercato, va infatti a sostituire il burro.

Nei fritti, in alcuni casi per rendere più “gustoso” un prodotto lo si frigge direttamente nel grasso.

Nel pane bianco, il classico pane da tramezzini, avendo una lunga lavorazione perde il sapore dei suo ingredienti iniziali ed si utilizza il grasso per renderlo più “goloso”

Nei biscotti, non sapete quante volte mi è capitato di trovarlo nei biscotti integrali!

Nelle sfoglie, anche in questo caso utilizzato al posto del burro.

Nelle brioche, che amarezza!

Il segreto? Leggere tutte le etichette, cercare di evitare prodotti confezionati e meglio ancora se riusciamo a produrre in casa!

Supereroi vegetariani?

Da grande amante della saga Avengers non potevo non scrivere un articolo a riguardo! Saga tra le più famose, tra le più pagate e tra le più viste, con un cast pazzesco e una communy che la segue enorme; si è conclusa quest’anno con l’uscita di “Avengers: Endgame” con un incasso di 2 796 140 084 dollari!

Ma siete sicuri di conoscere bene gli attori che la interpretano? Sapevate infatti che ben 10 di loro sono vegetariani? Ecco la lista!

Benedict Cumberbatch

Alias Doctor Strange. Famosissimo anche per la serie Sherlock, all’attore in un’intervista è stato chiesto se mangiasse “schifezze” (come cibi proteici, o diete particolari) per tenersi in forma e lui ha replicato: ” Io mangio solo alimenti vegetali. Suona un po’ come dire vegano, ma forse qualcosa che indosso non lo è del tutto, ma sono vegano, quindi no, non ho mangiato nulla di disgustoso”

Chadwick Boseman

Alias Black Panther. L’attore ha dichiarato che ad inizio riprese mangiava moltissima carne, troppa per la quantità d’energia e di agilità che richiedeva l’interpretazione del suo personaggio e quindi è passato ad un regime alimentare quasi esclusivamente plant-based e ora si definisce “per lo più vegano”

Chris Hemsworth

Alis Thor. Anche Chris ha iniziato la dieta vegana durante le riprese e in un’intervista ha dichiarato: “Abbiamo cercato di capire se potesse mantenere un corpo muscoloso anche con un’alimentazione vegana – ha dichiarato Luke Zocchi, personal trainer dell’attore – e così è stato. In realtà la cosa mi ha sorpreso, anche perché tutti siamo convinti che siano necessarie le proteine animali, ma si possono ottenere molte proteine anche ​​dai fagioli”

Danai Gurira

Alias Okeye. Attrice che ha ottenuto la fama grazie alla serie The Walking Dead e che è entrata poi nel cast di Black Panther; l’attrice segue una dieta pesco-vegana dal momento che esclude carne, latte, uova e formaggi ma include pesce e “frutti di mare”.

Dave Bautista

Alias Drax il Distruttore. L’ex wrestler è vegano per motivi etici e salutistici e ha dichiarato: “cerco di mangiare il più pulito possibile”.

Mark Ruffalo

Alias Hulk. Il nostro Hulk spacca-tutto in realtà è sensibilissimo all’ambiente in cui viviamo infatti oltre ad essere vegano è un sostenitore dei diritti degli animali e un appassionato ambientalista. Mark non manca mai di incoraggiare i suoi fan al fine di mangiare meno carne e di essere più consapevoli del pianeta in cui viviamo. In un tweet scrive: “La produzione di carne bovina produce un’enorme quantità di carbonio. Se possiamo mangiare meno manzo, perché non farlo?”. L’attore ha lanciato molte iniziative come il “lunedì senza carne”.

Peter Dinklage

Alias Eitri. L’attore di fama mondiale grazie anche al suo ruolo in Game of thrones è un vegetariano storico (ha infatti smesso di mangiare carne all’età di 16 anni), è un grande sostenitore di PETA e un’attivista per i diritti degli animali. Quando gli è stato chiesto perchè fosse diventato vegetariano lui ha risposto: “Non vorrei mai ferire un gatto o un cane. Ma nemmeno una gallina o una mucca. E voglio che nessun altro faccia loro del male al mio posto”

Scarlett Johansson

Alias Vedova Nera. Anche la bellissima attrice ha iniziato la dieta vegana poco prima delle riprese e in un’intervista ha dichiarato: “Proprio prima che girassimo stavo già perdendo peso mangiando vegano crudo. L’unico motivo per cui l’ho fatto è per rimediare a una precedente dieta, la dieta Paleo. Dopo molte lotte e tanto allenamento posso dire: il cibo vegano crudo ti permette davvero di indossare una tuta aderente”. Speriamo che l’attrice continui con questa scelta!

Winston Duke

Alias ’Baku Alias detto anche “guerriero scimmia”. L’attore nel film Black Panther interpreta un temerario guerriero celebre per la frase “Se dici un’altra parola, ti darò in pasto ai miei figli. Scherzo… Siamo vegetariani“, battuta non tanto lontana dalla realtà, anche Winston è infatti vegetariano e promuove l’importanza di mangiare molte verdure, soprattutto per i più piccoli.

Zoe Saldana

Alias Gamora. L’attrice, famosa per il film I Guardiani della Galassia ha dichiarato di volere una dieta vegetariana per sè e la sua famiglia: ” Stiamo iniziando a muoverci in questa direzione, siamo quasi una famiglia vegetariana.”

Le caramelle gommose

Dovete sapere che la vita di una vegetariana è dura e ricca di scelte difficili, una delle prime scelte che ho dovuto affrontare è stata la scomparsa delle caramelle gommose dalla mia vita. Vi starete chiedendo il perchè queste dolci delizie siano contro la dieta vegetariana, ecco la risposta!

Analizziamo in primo luogo gli ingredienti di una caramella gommosa: zucchero, sciroppo di zucchero di canna, gelatina, glucosio, concentrati di frutta e vegetali e aromi insieme alla liquirizia. Gli ingredienti citati sono riportati dal sito di Haribo.

Ovviamente fino a qui vi sembrerà tutto nella norma, è una caramella è normale che abbia moltissimo zucchero, ma il vero problema per noi è la gelatina.

La gelatina utilizzata in qualsiasi caramella gommosa (compresi i deliziosi marshmallow) è denominata gelatina alimentare ed è tutto forchè vegetariana!

La gelatina animale è un prodotto ottenuto per estrazione in soluzione acquosa a caldo dai tessuti connettivi animali tramite idrolisi.

Fonte: Wikipedia

Il principale materiale utilizzato è la cotenna di maiale oltre ad altri tessuti connettivi di scarto. Oppure può essere usata della colla di pesce.

Ora comprenderete il motivo per cui da 8 anni la mia fonte di dolcezza è data da liquirizie purissime.

Le grandi marche di dolciumi si sono rese conto che l’attenzione del consumatore è cambiata: ad oggi il consumatore è più informato e legge molto di più le etichette e ha imparato che Internet non serve solo per i Social, ma si possono anche cercare gli ingredienti sconosciuti. Oltre a questa consapevolezza è aumentato inoltre il numero di vegetariani nel mercato e di conseguenza è stato necessario prendere delle iniziative per integrare queste persone, è stata quindi creata una linea veggie con molto più zucchero fra gli ingredienti (si parla quasi di un 80%) ma senza gelatina alimentare.

Fonte: haribo.com

Come vedete è presente il logo che certifica il prodotto come vegan.

Giuseppe il nonno del lungomare di Lignano

Vi starete chiedendo cosa c’entri un nonnino di Lignano con l’ambiente, beh in realtà c’entra molto più di quanto crediate!

Stiamo parlando di Giuseppe Maroso, 73 anni di Marostica, in pensione da 15 anni e che ogni anno passa le sue estati in una casetta acquistata con tante fatiche e tanti lavori a Lignano. Questo signore anni fa fu sottoposto ad un’operazione al cuore 10 anni fa, i medici gli raccomandarono di evitare gli sforzi ma gli consigliarono di camminare molto.

Ricorda: “Ho iniziato a camminare sul lungomare, con le mani dietro alla schiena, avanti e indietro. E mentre camminavo vedevo per terra cartacce, lattine e bottiglie. Allora mi sono detto: perchè non le raccogli? Ed è iniziata così: guanti, pinza lunga, secchio e ho iniziato a pulire per terra. Non è che i netturbini non lo facessero eh… Ma io mi muovo a piedi e quindi arrivo dove loro non possono. Mentre lo faccio sono l’uomo più tranquillo del mondo e poi mi piace vedere tutto pulito quando torno indietro.”

Così è iniziata la sua storia, Giuseppe ha ricevuto diversi riconoscimenti, sia dal Comune di Lignano che dal Comune di Asiago dove viveva e lavorava.

Cosa insegna questa storia? Tutti possiamo fare qualcosa, Giuseppe lo fa a Lignano e ad Asiago, perchè noi non possiamo farlo nel nostro paese?

Anche se in realtà sarebbe molto meglio se non ci fossero proprio le cartine e le bottiglie per terra!

Rispettiamo le nostre città, i paesi in cui viviamo perchè è tutto più bello quando è pulito. ❤

Plumcake con fiocchi d’avena e cioccolato

Partiamo dal presupposto che io amo alla follia i dolci, ma voi starete pensando: Cosa c’entra? Tutti i dolci sono vegetariani no? E invece no! Ma di questo parleremo in un altro articolo, qui vorrei suggerirvi una cosa, avete mai pensato di integrare le proteine anche con i dolci? Se state cercando il modo di farlo ecco a voi una ricetta dolcissima e super proteica!

Ingredienti:

  • 100g di farina integrale
  • 100g di farina d’avena (io acquisto quella neutra)
  • 50g di fecola di patate
  • 1 bustina di lievito
  • 100g di zucchero di canna
  • 2 uova
  • 150 ml di latte di mandorla (sono un’appassionata di latte di mandorla ma voi potete tranquillamente usare qualsiasi altra bevanda vegetale es. cocco, riso, etc. oppure latte normale)
  • 100 ml di albume
  • 70 gr di fiocchi d’avena
  • 60 gr di gocce di cioccolato fondente (io utilizzo quello con 85% di cacao)

La ricetta è molto semplice, unite le farine, la fecola, il lievito e lo zucchero e mescolate per bene. In seguito unite gli ingredienti liquidi, quindi uova, latte e albume, amalgamate bene finchè non avrete più grumi, nel caso in cui l’impasto vi sembri troppo denso aggiungete altri albumi. Infine incorporate goccie di cioccolato e fiocchi d’avena.

Foderate di carta forno uno stampo per plumcake oppure ungetelo con olio e farina (o burro, come preferite), versate il composto e guarnitelo con fiocchi d’avena e gocce di cioccolato, a me piace molto metterci anche un po’ di miele o dello zucchero per farlo caramellare un po’.

Forno a 180°C per 35 minuti.

Ed ecco a voi il dolce perfetto per una colazione ricca di proteine che saprà darvi la carica giusta!

Presentazioni

Ciao a tutti io sono Sara, ho 23 anni e ho scelto di diventare vegetariana da ormai 8 anni!

Questo blog rappresenta il mio percorso, le scoperte che ho fatto, le difficoltà che ho incontrato ma anche le soddisfazioni che questa strada mi ha offerto!

Non si parlerà solo di me, ma anche di tutte le curiosità che ruotano intorno a questo mondo, le novità e i tranelli che si celano dietro un’etichetta.

E perchè no? Sicuramente si parlerà anche di cibo, perchè se credete che la dieta vegetariana sia solo zuppe, verdure e pochi sapori dovrete ricredervi!

Vi ricordo inoltre di seguirmi sui social 😉

Polpette di quinoa, zucchine e stracchino

  • Difficoltà: Facile
  • Preparazione: 20 minuti
  • Cottura: 30 minuti
  • Dosi: 16 pezzi

INGREDIENTI

  • Quinoa 200g
  • Acqua 400g
  • Olio extravergine d’oliva q.b.
  • Sale fino q.b.
  • Zucchine 250g
  • Parmigiano Reggiano 60g
  • Pangrattato 130g
  • Uova 2 medie
  • Scorza di limone
  • Erba cipollina q.b.
  • Olio di semi per friggere q.b.
  • Pepe nero q.b.

Per prima cosa è necessario pulire la quinoa, per farlo basterà metterla in un colino e sciacquarla in acqua fresca. In pentola versate dell’olio d’oliva per tostare la quinoa per pochi istanti (è necessario continuare a mescolare con un mestolo in legno)

Dopo aver tostato la quinoa copritela d’acqua, salate e portate a bollore l’acqua. Di tanto in tanto è necessario mescolare. Normalmente la quinoa impiega 15 minuti per cuocere, capirete che è pronta quando avrà assorbito tutta l’acqua. Lasciatela raffreddare a a fiamma spenta per circa una decina di minuti.

Finchè la quinoa si fredda, lavate e asciugate le zucchine e grattugiatele con una grattugia a maglie larghe. Regolate di sale e pepe, aggiungete erba cibollina sminuzzata e la scorza di limone. A questo punto se la quinoa si è raffreddata potete unirla al composto, unite anche il pangrattato, il parmigiano e infine le uova e mescolate il tutto.

A questo punto è ora di creare le polpette! Iniziate a lavorarle con le mani e dar loro la classica forma, se appaiono troppo appiccicose lavoratele con del pangrattato. Quando avranno la giusta forma, schiacciatele al centro per formare una conca e versate un cucchiaino di stracchino (attenti a non abbondare se no diventerà difficoltoso lavorare la polpetta, oppure verrà enorme!), chiudete quindi la polpetta con un po’ d’impasto.

Scaldate, in apposita pentola, l’olio di semi a circa 165°. Immergete non più di 3 polpette nell’olio, ci impiegheranno circa 2-3 minuti per dorarsi. Ed ecco le vostre super polpette!

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